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  • FESTA DELLA MAMMA

    Giornata dedicata a una figura indispensabile nella vita di tutti.
    Giornata dedicata a una figura indispensabile nella vita di tutti.

    Giornata dedicata a una figura indispensabile nella vita di tutti.

    Ruolo antico e continuamente rivisitato in questi ultimi anni in cui tutto si è trasformato. Oggi le madri devono imparare a distinguere tra l’accompagnare i figli verso l’indipendenza e l’ingerenza nelle loro vite, devono sapere che i figli non sono i loro ma del mondo che prima o poi li accoglierà e affrontare la sindrome del nido vuoto con coraggio e consapevolezza. Ci hanno propinato per anni che l’istinto materno è innato e invece esso si costruisce con pazienza e lavoro nel tempo, tra inceppi e sbagli, tra frustrazioni e soddisfazioni, tra la gioia di vedere la felicità dei figli e il dolore e la paura di vederne le difficoltà, accollandosene la responsabilità. Non è brava madre chi ha figli che non cadono, lo è chi non chiude gli occhi davanti ai problemi e li affronta a costo di fratture e inimicizie, come fanno gli animali che spingono i figli fuori dal nido o dalla tana per renderli capaci di poter fare da soli.   Auguri mamma!!!
  • ANSIA E PANICO: I NOSTRI MIGLIORI CONSIGLIERI

    Siamo abituati a considerare l’ansia come un pesante fardello da eliminare in ogni modo non appena si faccia un po’ più insistente e invece l’ansia è un aiuto potente che la nostra interiorità ci fornisce per farci capire dove sbagliamo nella strada verso la felicità.
    I nostri consiglieri sono anche l'ansia e il panico

    I nostri consiglieri sono anche l’ansia e il panico

    L’ansia è una risposta naturale ad eventi quotidiani e dovrebbe coincidere con l’eccitazione, con il desiderio della scoperta e vissuta come un’opportunità di crescita e di esplorazione di sé stessi. Purtroppo la scarsa autostima e la fiducia in sé stessi la fanno diventare conseguenza della preoccupazione, ansia da prestazione e paura del confronto con gli altri. I sintomi sono inequivocabili e coinvolgono la sfera fisica e quella psichica: tristezza, scarsa motivazione, isolamento, battito cardiaco accelerato, difficoltà respiratorie, paura del futuro e senso di inadeguatezza. Quando il permanere dei sintomi è tale da impedire il normale scorrimento della vita possiamo parlare di sindrome ansiosa e della necessità di porre un rimedio. Sono molto scettica sull’uso degli psicofarmaci (salvo i casi più gravi) perché se l’ansia è un messaggio che arriva dall’interno di noi stessi spegnerlo significa impedirsi di capire cosa c’è che non va e aprire la strada alle recidive, che hanno lo scopo, per l’appunto, di reinviare il messaggio ignorato. L’atteggiamento corretto è quello di fermarci ad ascoltare le sensazioni del corpo e capire dove stiamo agendo contro noi stessi invece che a favore. Solo così potremo eliminare il problema alla radice e smettere di concentrarci solo sull’effetto, l’ansia appunto. Ansia e panico non sono la stessa cosa ed il secondo non è un aggravamento dell’altra. L’attacco di panico ha sintomi spesso scambiati con l’infarto o gravi problemi respiratori. Tachicardia, perdita dei sensi, eccessiva sudorazione, difficoltà respiratoria spesso costringono ad una corsa al Pronto Soccorso che si risolve con un calmante. Il senso di terrore, anche se in assenza di un agente che lo provochi, è fortissimo. Di solito dopo il primo episodio se ne presenta un altro, magari a distanza di qualche mese, dopodiché gli attacchi cominciano a farsi sempre più frequenti, tanto da costringere a cercare un aiuto. In realtà non esiste alcuna patologia: chi soffre di attacchi di panico è sanissimo, non ha malattie, ma solo il bisogno di cambiare qualcosa nella sua vita. Chi ne soffre è generalmente una persona eccessivamente altruista, che si preoccupa più di accontentare gli altri che se stesso, sacrificando scelte e sviluppi della propria esistenza. Il problema è che non ne è assolutamente consapevole, tende a minimizzare le proprie insoddisfazioni e solo il panico è capace di spezzare il circolo vizioso, costringendolo a fermarsi forzatamente e occuparsi in profondità di se stesso. Per questo ho definito ansia e panico i nostri migliori consiglieri e cercare di spegnerli senza comprensione avrebbe la stessa valenza che svitare la lampadina della spia della benzina dell’automobile, invece che fermarsi a far rifornimento. Il nostro corpo è una perfetta macchina meravigliosa e tutto quello che accade ha un sua ragione d’essere, imparare a decifrarne i segnali aiuta a vivere con consapevolezza e felicità.
  • I NOSTRI FIGLI E I FIGLI DEGLI ALTRI

    La nostra famiglia Ieri dal parrucchiere, mentre aspettavo, ho conversato con una signora che lavora lì. Lei mi ha raccontato che un giorno, parlando con un Sacerdote che era andato a tagliarsi i capelli, gli diceva che era rammaricata non tanto di non essersi mai sposata nella sua vita, ma di non aver avuto figli. Lui, allora, indicando con la mano tutti i clienti presenti nel negozio le ha detto: “Ma non vedi quanti figli hai? Quando queste persone sono qui sono tutti figli tuoi perché tu ti occupi di loro”. Io le ho detto che era un bellissimo discorso e che io sostengo, da molto tempo, che noi crediamo erroneamente che i figli che abbiamo siano nostri, mentre in realtà i nostri figli appartengono al mondo, sono figli del mondo che in gran parte li accudisce e li custodisce come facciamo noi genitori. Da brava mamma/chioccia italiana sono arrivata a pensare questo solo quando le mie figlie erano già grandi perché la cultura di appartenenza gioca un ruolo fondamentale nel percepire cosa è etico o non lo è nel ruolo educativo, cosa è cura e cosa è ingerenza. Ieri sera, a cena a casa di un amico, i suoi figli sono stati figli miei mentre mi chiedevano consigli e informazioni. Il lavoro di un bravo genitore è quello di capire qual è il sentiero che i figli vogliono percorrere e accompagnarli semplicemente fin dove è possibile. Poi vanno lasciati andare e guardarli allontanarsi da soli fiduciosi che da qualche parte, nel mondo, ci saranno tutor, insegnanti, genitori degli amici, incontri casuali o figure di riferimento profondo che alternativamente ne saranno i genitori e la famiglia . Non è facile compiere certi passi nel percorso educativo, la paura dell’ignoto, delle insidie della vita, dei dolori possibili spesso porta padri e madri a una mania di ipercontrollo sui figli per cercare di proteggerli in ogni momento. In realtà dietro questo atteggiamento c’è spesso un Ego ipertrofico che spinge i genitori (specialmente le mamme italiane) ad essere le uniche persone in grado di sostenere. Ego e manie di controllo non sono Amore e a lungo andare incidono negativamente sulla vita dei figli impedendo loro di esprimere fino in fondo se stessi e di riuscire a diventare chi sono. Analogamente dovremmo cercare di riuscire ad allargare il nostro senso materno/paterno ogni qualvolta la vita ce ne presenta l’occasione perché spesso i figli degli altri ci cercano e ci ascoltano come importanti figure di riferimento che attraversano la loro strada in quel momento. Il regalo più bello che possiamo fare ai nostri figli è renderli autonomi, capaci di badare a se stessi sia nelle situazioni difficili che nel disbrigo delle faccende quotidiane: non essere dipendenti dagli altri li renderà liberi anche mentalmente e sereni anche quando si ritroveranno prima o poi da soli per lunghi o brevi periodi. La nostra presenza più preziosa sarà quella su richiesta e se le richieste saranno poche avremo più spazio per lo scambio affettivo .
 

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