Ansia da Catastrofe

 

Il tragico evento del terremoto in Abruzzo ha scatenato tra la gente l’ansia da catastrofe, il disagio legato alla imprevedibilità di un evento catastrofico che blocca il normale svilupparsi della vita.

La catastrofe, lungi dall’essere semplicemente un evento traumatico e traumatizzante dovuto a fattori esterni ed imponderabili, è spesso temuto e “atteso” da un gran numero di persone che vivono la loro quotidianità come qualcosa di precario, appeso a un filo.
L’ansia, che spesso accompagna i vissuti individuali, può diventare ansia anticipatoria, che mette chi ce l’ha in condizione di sospensione e addirittura di difesa da qualcosa che sta per accadere e sicuramente accadrà, anche se si ignora quando.
La paura può investire tutte le aree della propria vita, ma anche quelle dei propri cari, dei figli, dei coniugi,dei genitori, giungendo a far mettere in atto comportamenti preventivi per proteggere se stessi e chi vive accanto.

Il pericolo può arrivare dagli eventi esterni,dalla salute, dalle fluttuazioni economiche o dalle relazioni sociali, ma sempre è legato alla paura della perdita dell’integrità fisica, dell’equilibrio biologico e mentale, in sostanza paura del futuro, in quanto paura della morte, della fine.
Questo può accadere a chiunque assista da spettatore al sopraggiungere della catastrofe.
Per coloro che ne sono purtroppo reali vittime, all’evento tragico può succedere l’ansia retroattiva, specialmente in chi sopravvive per puro caso, per puro scherzo del destino.
La consapevolezza del rischio corso e l’inconsapevolezza del motivo dell’esser sopravvissuti rendono spesso impossibile continuare a vivere in modo sereno e paradossalmente i sopravvissuti devono fare i conti con i loro sensi di colpa : esser stati graziati dal destino è spesso vissuto come aver scippato la vita e l’incolumità,sottraendola a qualcun altro.
Spesso al vissuto della catastrofe si accompagna una patologia successiva : la cosiddetta sindrome postraumatica da stress, cioè il disagio che accompagna il non riuscire a vivere di nuovo come prima, rimanendo ancorati alla catastrofe, al ricordo, rivivendo continuamente gli attimi terrorizzanti e il susseguirsi delle scene terrifiche.
Questo avviene a dispetto del desiderio di evitare tutto quanto ricorda il trauma, finendo invece per rimanerne vincolati.
La causa è l’imprevedibilità dell’evento traumatico, il non averlo messo in conto e il veder stravolgere la propria vita irrimediabilmente nel giro di un attimo.
Questo vale per il terremoto come per l’incidente stradale, per l’infortunio sul lavoro come per il naufragio.
Alla base del disagio c’è il senso della precarietà della vita e il mistero della morte, che è tanto più forte quanto più si è giovani. “Quando si è giovani è strano poter pensare che la nostra sorte venga e ci prenda per mano “ diceva Guccini in una sua celebre canzone ed in effetti i più colpiti dall’ansia catastrofica sono bambini e adolescenti, colpiti nel momento in cui si affacciano con fiducia alla vita.
Per loro la catastrofe può aver l’effetto di concretizzare la convinzione che la vita sia di per sé qualcosa di tragico e pericoloso, che allontanarsi da casa possa equivalere a non farci più ritorno e che la stessa cosa possa accadere ad amici e genitori. Da qui l’insorgere di molte patologie : attacchi di panico,depressione, abbandono scolastico, atteggiamenti socialmente introversi.
Le patologie possono manifestarsi subito o, più subdolamente, arrivare dopo mesi o dopo anni, non appena la vita metta quei ragazzi davanti alle prime, serie difficoltà.
Qualsiasi intervento terapeutico sarà più efficace quanto più sarà tempestivo.

 

2 Comments

  1. Paola Pompei 20 luglio 2015 at 17:24

    I due eventi potrebbero essere connessi, specialmente se una prima indagine non riscontrasse legami con altre situazioni traumatizzanti. L’ansia da catastrofe puòmanifestarsi anche molti anni dopo l’evento traumatizzante, quando il momento evolutivo porta il soggetto a dover affrontare paure, responsabilità o quantaltro , pensando di non avere sufficienti risorse. Il rafforzamento dell’autostima e della fiducia nelle proprie capacità sarà fondamentale nel superamento del trauma.

     
  2. Carla Sansepolcro 20 luglio 2015 at 17:25

    Mio figlio diciottenne ha cominciato a soffrire qualche mese fa di attacchi di panico, in concomitanza con l’avvicinarsi dell’esame di maturità . Questo può essere retaggio del terremoto avvenuto in Valtiberina ormai molti anni fa?

     

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