La crisi di mezza eta'

Stampa Stampa | Categoria Altre news di questa categoria Categoria: Problematiche di Coppia
[ 467 Commenti ]

La crisi di mezza età è un momento di grossa difficoltà che colpisce un alto numero di uomini tra i quaranta e i cinquant’anni.
Mentre le donne hanno una visione molto chiara della loro crescita biologica,scandita da tappe significative: la prima mestruazione, il ciclo fertile, il climaterio e infine la menopausa, gli uomini non hanno altrettanto preciso sentore dell’età che avanza e spesso si pongono in modo improvviso il problema di confrontarsi con la “vecchiaia “ che avanza.
Ciò è aggravato dal fatto che la cultura dominante chiede agli uomini soprattutto potenza virile ed economica, sacrificando spesso sentimenti ed emozioni.
Così, prima o poi, arriva un giorno in cui ci si accorge che per quanto benessere economico possa esser stato ottenuto, comunque questo non è mai abbastanza e che per quanto perfetta possa esser stata la sessualità fino a quel punto,lo standard non potrà esser mantenuto molto più a lungo.
Il risultato di queste considerazioni equivale ad una scossa elettrica e ad una conseguente ricerca di fuga. La prima cosa ad esser messa in discussione è il rapporto di coppia: il desiderio sessuale cala, la moglie o compagna viene vissuta come la materializzazione del tempo che avanza e quindi come fonte d’angoscia. L’insoddisfazione comincia a farsi sentire con atteggiamenti di “evitamento”: si cercano interessi fuori delle mura domestiche, si tira tardi con gli amici, si cerca in ogni modo di sentirsi più giovani. Gli atteggiamenti estremi sono le relazioni con donne molto più giovani, l’acquisto di moto o auto sportive, il rinnovo del guardaroba e del linguaggio.
In superficie si guarda con apprensione al tempo che verrà, svalorizzando quello che è già passato; in profondità si cerca semplicemente di aver la possibilità di cambiare le carte e poter iniziare una nuova partita.
I risultati spesso capovolgono le aspettative: se esiste una complicità maschile che porta a complottare in modo cameratesco con gli amici che hanno delle liason, sono gli amici stessi a voltare le spalle all’uomo che in virtù di quelle liason abbandona moglie e figli.
Così spesso l’epilogo della crisi è una profonda depressione che costringe ad affrontare aspetti precedentemente ignorati: la soddisfazione nel lavoro, la stima di se stessi, l’essersi sentiti ignorati o sminuiti nel rapporto di coppia, il senso del ridicolo.
Quando si lavora su questi aspetti con impegno, seppur con sofferenza, il risultato può essere l ‘appagante costruzione di una maggiore forza e una maggiore consapevolezza e conoscenza di se stessi, un metter radici profonde nella propria saggezza, le quali difficilmente potranno essere scalzate in futuro.
Quando invece si fugge dalla realtà e dall’autoascolto si può distruggere la propria vita familiare e sociale solo per rendersi conto, dopo qualche tempo, di aver ricreato situazioni simili al passato, dunque altrettanto temibili e angoscianti.
L’atteggiamento delle partners è fondamentale in qualsiasi tipo di percorso: se si riesce ad accettare che l’allontanamento dell’uomo ha molto più di sociale ed esistenziale che di personale, lo si può aiutare a ritrovare se stesso e coltivare parti nuove e più gratificanti, creando anche le basi per un rapporto di coppia più solido e felice. Se,viceversa, si vive l’atteggiamento dell’uomo come un semplice abbandono o come una mera delusione, è possibile che il rapporto muoia, anche in quei casi sciagurati in cui si continui a rimanere insieme per altri venti o trent’anni.