FERRAGNEZ: VA IN SCENA L’ULTIMO RITO INIZIATICO

Tutto quello che non sai sull’amore…
giugno 18, 2018

Mi sono divertita molto a leggere i commenti sul matrimonio Ferragnez, più che a vederne qualche immagine.

La cosa che mi ha colpito di più sono state le parole dei tanti benpensanti o persone di cultura (bah !) che li hanno etichettati come cafoni o come parvenue. Leggo nei loro pensieri non tanto una forma di invidia, quanto una resistenza al cambiamento, una paura del nuovo che avanza e che costringe ad osservare il mondo con occhi diversi. Difficile e faticoso, più semplice mettere un’etichetta e criticare per “distinguersi”. Proiezioni, le definiva Freud.

In realtà il matrimonio è stato come tanti altri, con grosso impiego di forze e di denaro, come si conviene a chi ha tanti soldi. Simili piogge di fiori e luci si erano già visti al matrimonio di Belen o di Tamara Ecclestone ma nessuno si è scandalizzato come per la Ferragni. Perché ? Io credo che quello che abbia spaventato i benpensanti sia stato il fatto che la ragazza sia self made, almeno in apparenza, perché simili business richiedono squadre nutrite e preparate, e pensare che una donna possa in poco tempo costruire un simile fenomeno, studiato ad Harvard, destabilizza i più.

Infatti quando si parla di lei si allude esclusivamente ai suoi fatturati, perchè purtroppo abbiamo costruito una società governata dal potere del denaro , ma il fatto che sia donna e così giovane induce a pensare i più che o è tamarra o è molto scaltra perché è riuscita a fare ciò che nessuno aveva mai fatto prima. Questo però spaventa molte persone perché abbassa la loro self confidence.

Io credo che questa sia semplicemente un’operazione di marketing molto bene orchestrata che ha riunito alcuni assunti fondamentali: la comunicazione oggi è cambiata, i social non sono mezzi per far vedere dove si è stati in vacanza ma strumenti con cui si fa business, i followers diventano fatturato se si vende la cosa giusta nel modo giusto. Non è diverso da quello che fece Matteo Cambi nel 1999 creando il marchio Guru, che arrivò in tre anni ad avere il fatturato della Ferragni. Allora nessuno si scandalizzò, anzi !
Per questo credo che il fatto che sia donna influisca molto sui giudizi che si danno su di lei : tutte sognano il ricco principe azzurro e lei fa la ricca principessa self made che non aspetta nessuno e si prende quello che vuole senza aspettare uomini che la salvino. Questo , purtroppo, disturba soprattutto le donne, anche quelle che comprano alle loro figlie il libro con le favole per bambine ribelli.

Lei , che immagino arrabbiarsi forte in privato, in pubblico continua a tenere una comunicazione perfetta, ignorando completamente ogni critica e tirando drittissima per la sua strada, riuscendo a banalizzare ogni commento , anche molto autorevole in materia come quello di Stefano Gabbana che definisce cheap il suo vestito di Dior e al quale lei risponde con tre cuoricini. Deve aver letto” L’arte della guerra” : “….. Se sei capace ,fingi incapacità; se sei attivo, fingi inattività….” Potrei aggiungere : se sei capace e rampante, fingi ingenuità . Se poi lei non è altro che un prodotto ben orchestrato a tavolino ce lo dirà il tempo, ma è su quello,semmai, che bisognerebbe discutere. Certo dopo un evento simile sarà difficile inventarsi qualcosa di altrettanto eclatante.

Un’ultima riflessione la farei sul perché un matrimonio, seppur fastoso , generi tanta curiosità e partecipazione, trenta milioni di visualizzazioni sono un mega risultato. Intanto la mossa vincente è stata invitare tutti : la diretta di ogni momenti ha dato l’illusoria convinzione di essere lì, come un invitato qualsiasi. Poi i dettagli “cheap” , come lo sposo a dorso nudo o il linguaggio colorito di parenti e ospiti hanno reso il livello della cerimonia più popolare e quando il livello si abbassa il pubblico aumenta.
L’aspetto più importante però credo sia rappresentato dalla cerimonia stessa : in una società che non ha più passaggi iniziatici il matrimonio rimane l’ultimo rito, l’ultimo momento in cui la società sancisce il passaggio da un momento all’altro della vita, da uno stato di coscienza ad un altro . Rito affiancato solo dagli esami di maturità, che hanno però ben altra risonanza e ben altra allure.

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